Impianti dentali negli anziani: cosa sapere prima dell’intervento

Condividi
impianti dentali negli anziani
Impianti dentali negli anziani: perché l'età non basta a escluderli e come prepararsi all'intervento in sicurezza.

Indice dei Contenuti

“Alla mia età vale ancora la pena mettere un impianto?” È una domanda che sentiamo spesso, a volte dal paziente stesso, a volte dai figli che lo accompagnano alla visita. Chi ha perso alcuni denti o porta una dentiera che si muove sa bene quanto questo condizioni la vita di ogni giorno: mangiare con piacere, parlare senza timore, sorridere in una foto di famiglia. Gli impianti dentali negli anziani sono oggi una soluzione concreta e diffusa, ma richiedono una preparazione attenta, perché a 70 o 80 anni la salute generale, i farmaci e la quantità di osso contano quanto la bocca.

Presso Beldent Studio Odontoiatrico ad Alessandria l’implantologia è da sempre il cuore dell’attività: il Dr. Marco Bellanda vi si dedica dal 1988, anno in cui ha conseguito l’attestato di idoneità presso la Brånemark Clinic di Göteborg. Chi si rivolge allo Studio per un impianto dentale ad Alessandria in età avanzata, trova un percorso costruito con calma e attenzione, che parte dalla persona prima ancora che dai denti. In questo articolo dedicato agli impianti dentali negli anziani vediamo se c’è un limite di età, cosa valutare prima dell’intervento, quali condizioni richiedono più cautela, come si procede quando l’osso è poco e come prendersi cura del nuovo sorriso nel tempo.

impianti dentali negli anziani

Si può fare un impianto dentale a qualsiasi età?

La risposta breve è sì: non esiste un limite massimo di età per mettere un impianto. L’età anagrafica, da sola, non è una controindicazione. Quando si valutano gli impianti dentali negli anziani, ciò che conta davvero è lo stato di salute generale, la qualità dell’osso e la capacità della persona di affrontare un piccolo intervento chirurgico e di prendersi cura della bocca dopo.

Per capire perché, bisogna sapere come funziona un impianto. Si tratta di una piccola vite in titanio che viene inserita nell’osso della mascella o della mandibola e che sostituisce la radice del dente mancante. Nelle settimane successive l’osso cresce intorno alla vite e la “salda” in modo stabile: è il processo chiamato osteointegrazione. Su questa base viene poi fissata la protesi, cioè il dente o i denti visibili.

L’osteointegrazione avviene anche nelle persone anziane. Con gli anni l’osso può diventare meno denso e la guarigione può richiedere un po’ più di tempo, ma nella maggior parte dei casi il risultato è stabile e duraturo. Per questo gli impianti dentali negli anziani non sono un’eccezione, ma una possibilità da valutare con serietà, caso per caso.

Ci sono poi persone di 60 anni con diverse patologie e persone di 85 anni in ottima forma. Due pazienti della stessa età possono avere esigenze completamente diverse. Per questo, nel valutare gli impianti dentali negli anziani, al posto dell’età il dentista guarda soprattutto a:

  • le condizioni generali di salute e le malattie croniche presenti;
  • i farmaci assunti ogni giorno;
  • la quantità e la qualità dell’osso disponibile;
  • lo stato delle gengive e dei denti rimasti;
  • l’autonomia nell’igiene orale quotidiana;
  • le aspettative e i desideri del paziente.

Anche lo scopo dell’intervento va chiarito fin dall’inizio. C’è chi desidera sostituire un solo dente perso da poco, chi vuole stabilizzare una dentiera che si muove e chi preferisce passare a una protesi fissa su più impianti. Gli impianti dentali negli anziani si adattano a tutte queste situazioni, ma la soluzione giusta dipende dalla persona. Il primo passo, quindi, non è decidere “se” fare un impianto, ma capire insieme al dentista “come” e “quando” farlo nel modo più sicuro.

Cosa fare prima di un impianto dentale: la valutazione del paziente anziano

Prima di qualsiasi intervento, il percorso inizia con una visita accurata. Da Beldent Studio Odontoiatrico la prima visita segue sempre gli stessi passaggi: accoglienza e anamnesi, visita con il dottore, esame a vista, colloquio, lastre e panoramica, e infine studio del caso con la spiegazione del preventivo. Quando si parla di impianti dentali negli anziani, la prima fase, l’anamnesi, diventa particolarmente importante.

L’anamnesi è il racconto della tua storia di salute. Il dentista ti chiederà quali malattie hai avuto o hai in corso, se sei stato operato, se hai allergie e soprattutto quali farmaci prendi. Un consiglio pratico: porta con te alla visita l’elenco aggiornato dei farmaci, con nome e dosaggio, e gli esami del sangue più recenti. Se ti accompagna un familiare, può essere utile che sia presente anche lui, per aiutarti a ricordare tutto.

Alcuni farmaci molto diffusi dopo una certa età richiedono un’attenzione particolare quando si programmano impianti dentali negli anziani:

  • gli anticoagulanti e gli antiaggreganti, che rendono il sangue più fluido;
  • i farmaci per l’osteoporosi, in particolare i bifosfonati e altri farmaci che agiscono sull’osso;
  • i cortisonici assunti per lunghi periodi;
  • i farmaci per il diabete;
  • le terapie oncologiche, presenti o passate.

Una regola fondamentale: non sospendere mai un farmaco di tua iniziativa in vista dell’intervento, nemmeno l’anticoagulante. Ogni eventuale modifica va decisa insieme al medico curante o ai medici che ti seguono, in accordo con il dentista. Interrompere da soli una terapia può essere molto più pericoloso dell’intervento stesso.

Dopo l’anamnesi, si passa agli esami. La radiografia panoramica dà una visione d’insieme delle arcate, ma per programmare gli impianti dentali negli anziani serve spesso un’immagine più precisa. Allo Studio è presente la TAC 3D Cone Beam, che mostra l’osso in tre dimensioni e permette di misurarne altezza, spessore e densità, oltre alla posizione del nervo mandibolare e del seno mascellare. Avere la TAC in sede evita spostamenti in altri centri, un vantaggio non da poco per chi ha difficoltà a muoversi.

A questo punto il dentista studia il caso e ti spiega con parole semplici cosa è possibile fare, quante sedute servono e quali sono i tempi. È il momento giusto per fare tutte le domande che desideri, senza fretta. Ogni piano per gli impianti dentali negli anziani nasce da qui, mai da un protocollo uguale per tutti.

Chi non può fare impianti dentali: le condizioni da valutare con attenzione

Molti pazienti anziani arrivano alla visita convinti di non poter fare impianti per via di una malattia o di un farmaco. In realtà, per gli impianti dentali negli anziani, le controindicazioni assolute sono poche. Più spesso si tratta di condizioni che richiedono qualche precauzione in più, una preparazione specifica o il dialogo con il medico curante.

Una delle domande più frequenti è se chi ha l’osteoporosi può fare impianti dentali. In genere sì. L’osteoporosi rende le ossa più fragili e meno dense, e questo può influire sulla stabilità iniziale dell’impianto, ma non impedisce l’osteointegrazione. Il punto delicato riguarda piuttosto alcuni farmaci usati per curarla, come i bifosfonati: soprattutto quando sono stati assunti per lunghi periodi o per via endovenosa, possono aumentare il rischio di una complicanza rara ma seria, l’osteonecrosi della mandibola. Per questo il dentista deve sapere esattamente quale farmaco prendi, da quanto tempo e in che forma.

Altre condizioni da valutare sono:

  • il diabete: se è ben controllato, gli impianti dentali negli anziani diabetici danno in genere buoni risultati; se i valori sono instabili, la guarigione è più lenta e il rischio di infezioni aumenta;
  • le malattie cardiovascolari: richiedono un confronto con il cardiologo, soprattutto per chi assume anticoagulanti o ha avuto eventi recenti;
  • la radioterapia alla testa o al collo: l’osso irradiato guarisce con più difficoltà e serve una valutazione molto attenta;
  • le malattie o le terapie che riducono le difese immunitarie;
  • il fumo, che ostacola l’osteointegrazione a qualsiasi età;
  • la parodontite non curata, che va trattata prima dell’intervento.

Anche la capacità di mantenere una buona igiene orale fa parte della valutazione degli impianti dentali negli anziani. Un impianto non si caria, ma i tessuti intorno possono infiammarsi se la placca non viene rimossa ogni giorno. Se il paziente ha difficoltà nei movimenti delle mani, il dentista ne tiene conto nella scelta della protesi, privilegiando soluzioni più semplici da pulire.

Il messaggio importante è che queste condizioni non vanno affrontate con il fai da te o con le informazioni trovate in rete, ma discusse apertamente durante la visita. Gli impianti dentali negli anziani sono sicuri quando la decisione nasce da una valutazione completa, condivisa tra dentista, medico curante e paziente.

Quanto osso serve per un impianto dentale e cosa fare se manca

Quando un dente viene perso, l’osso che lo sosteneva non riceve più gli stimoli della masticazione e, con il tempo, tende a ridursi. È un processo lento, ma dopo molti anni senza denti, o dopo un lungo periodo con la dentiera, l’osso può diventare troppo sottile o troppo basso per accogliere un impianto. Per questo, quando si parla di impianti dentali negli anziani, la domanda “quanto osso serve” è centrale.

Non esiste una misura uguale per tutti: dipende dalla zona della bocca, dal tipo di impianto e dalla protesi prevista. La TAC 3D permette di misurarlo con precisione e di capire se l’osso è sufficiente o se serve una preparazione. La buona notizia è che oggi esistono diverse tecniche per affrontare anche i casi con poco osso, e lo Studio le esegue al suo interno:

  • la rigenerazione ossea, che ricostruisce il volume mancante con materiali biocompatibili;
  • il rialzo del seno mascellare, che crea spazio nell’arcata superiore sollevando la membrana del seno;
  • l’implantologia trans-sinusale e l’implantologia pterigoidea, che sfruttano zone dove l’osso è più compatto per evitare in molti casi la ricostruzione;
  • la riabilitazione su 4 o 6 impianti, che sfrutta al meglio l’osso disponibile per sostenere un’intera arcata.

Lo Studio ha sviluppato inoltre alcune tecniche brevettate, frutto dell’attività di ricerca del Dr. Marco Bellanda. Una è il gel piastrinico: da un piccolo prelievo di sangue del paziente, di 40-60 ml, si ottiene un gel ricco di piastrine e fattori di crescita che viene applicato nella zona dell’intervento per favorire la guarigione e la rigenerazione dei tessuti. Viene usato negli interventi implantari, nella rigenerazione dell’osso e nei rialzi del seno mascellare, ed è un aiuto prezioso per gli impianti dentali negli anziani, dove la guarigione può richiedere più tempo.

Un’altra tecnica riguarda il mini rialzo del seno mascellare con un piccolo palloncino, che gonfiato delicatamente con soluzione fisiologica solleva la membrana in modo graduale, creando lo spazio per l’osso e poi per l’impianto. C’è poi l’uso di griglie in titanio rivestite di antibiotico, che lo rilasciano lentamente proprio nella zona da proteggere durante la rigenerazione ossea, offrendo una protezione aggiuntiva contro le infezioni senza dover assumere antibiotici per via generale.

Sono soluzioni che permettono di proporre gli impianti dentali negli anziani anche a chi, in passato, si era sentito dire che “non c’era abbastanza osso”. Ogni caso va comunque studiato singolarmente, scegliendo la strada più semplice e meno impegnativa per il paziente.

Come si fa un impianto dentale in un paziente anziano

Sapere come si svolge l’intervento aiuta a viverlo con più serenità. Quando si eseguono impianti dentali negli anziani, l’obiettivo è ridurre il più possibile la durata, l’invasività e lo stress, e la tecnologia oggi aiuta molto in questa direzione.

Tutto parte dalla progettazione digitale. Con i dati della TAC 3D e dello scanner intraorale, il dentista pianifica al computer la posizione di ogni impianto. Nella chirurgia computer guidata questa pianificazione si trasforma in una guida chirurgica realizzata su misura, che indica con precisione dove inserire gli impianti. Lo Studio utilizza da tempo anche i modellini stereolitografici, riproduzioni fedeli delle ossa del paziente su cui studiare l’intervento prima di eseguirlo.

Quando le condizioni lo permettono, si può ricorrere alla tecnica flapless, cioè senza aprire la gengiva con un taglio: l’impianto viene inserito attraverso un piccolo foro. Questo significa meno punti di sutura, meno gonfiore e un recupero in genere più rapido, aspetti molto apprezzati quando si tratta di impianti dentali negli anziani. Per lavorare sull’osso con delicatezza lo Studio utilizza anche la chirurgia piezoelettrica, che sfrutta vibrazioni a ultrasuoni ed è rispettosa dei tessuti molli.

L’intervento si esegue in anestesia locale. Per chi è teso o ha paura, lo Studio può affiancare la sedazione cosciente con protossido di azoto, che aiuta a rilassarsi pur restando svegli, oppure la sedazione con anestesista, che si può eseguire perché la struttura è anche ambulatorio. Dopo l’intervento sono disponibili stanze riservate dove riposare con tranquillità prima di tornare a casa.

Un altro aspetto molto importante, quando si parla di impianti dentali negli anziani, è il carico immediato. In casi selezionati, gli impianti possono ricevere una protesi provvisoria fissa nello stesso giorno dell’intervento, così da non restare mai senza denti. Grazie al laboratorio odontotecnico interno, i tempi di realizzazione delle protesi sono ridotti e le eventuali modifiche si fanno senza lunghe attese.

Per chi deve sostituire un’intera arcata con pochi impianti, lo Studio ha brevettato anche una protesi “ammortizzata”: la barra che collega gli impianti viene sezionata e unita con un elemento elastico, così da distribuire le forze della masticazione in modo più uniforme. Una simulazione ingegneristica realizzata con un ingegnere del Politecnico di Torino ha mostrato che in questo modo ogni impianto lavora meno.

Infine, lo Studio è privo di barriere architettoniche, con ascensore, bagno attrezzato e parcheggio pubblico libero di fronte: dettagli pratici che rendono più semplice ogni appuntamento.

Perché scegliere gli impianti dentali negli anziani invece della dentiera

La dentiera tradizionale ha aiutato generazioni di persone, ma chi la porta conosce bene i suoi limiti: si muove mentre si mangia o si parla, crea irritazioni sulle gengive, costringe a usare paste adesive e a rinunciare a molti cibi. Gli impianti dentali negli anziani offrono un’alternativa stabile, che può cambiare in meglio la qualità della vita.

I vantaggi principali sono:

  • stabilità: i denti fissati sugli impianti non si muovono, né mangiando né parlando;
  • masticazione più efficace, che permette di tornare a mangiare carne, verdure crude e frutta;
  • un’alimentazione più varia, importante per mantenersi in salute con l’avanzare dell’età;
  • una pronuncia più chiara, senza il timore che la protesi si sposti;
  • maggiore sicurezza nelle relazioni sociali e nel sorridere.

C’è poi un aspetto che molti non considerano: il legame tra denti e aspetto del volto. I denti e l’osso che li sostiene fanno da impalcatura per labbra e guance. Quando mancano a lungo, l’osso si riduce, il viso può apparire più svuotato, la distanza tra naso e mento si accorcia, le labbra si assottigliano e le rughe intorno alla bocca diventano più evidenti. Il rapporto tra impianto dentale ed estetica del viso è quindi molto stretto: gli impianti, sostituendo le radici, stimolano l’osso e aiutano a mantenere il sostegno dei tessuti. Per questo da Beldent la progettazione tiene conto del profilo, del movimento delle labbra e delle proporzioni del viso, non solo dei denti.

Gli impianti dentali negli anziani, poi, non significano per forza una protesi fissa: non tutti hanno bisogno di sostituire subito l’intera arcata. In alcuni casi, due o più impianti possono semplicemente stabilizzare la dentiera esistente o una nuova protesi mobile, che si aggancia agli impianti e smette di muoversi. È una soluzione più semplice, che si può valutare per chi preferisce un intervento meno impegnativo.

Qualunque sia la scelta, è importante non cercare di risolvere i problemi della dentiera con rimedi improvvisati: limare la protesi da soli, usare colle non specifiche o continuare a portare una dentiera che ferisce la gengiva può causare lesioni e infiammazioni. Se la protesi non è più stabile, la cosa giusta è farla valutare dal dentista.

Cosa fare dopo l’intervento e come mantenere gli impianti nel tempo

Il successo degli impianti dentali negli anziani dipende molto anche da quello che succede dopo l’intervento. Sapere cosa fare dopo un impianto dentale aiuta a vivere i primi giorni con tranquillità. Nelle prime 24 ore è bene riposare, tenere la testa leggermente sollevata ed evitare sforzi. Un lieve sanguinamento e un gonfiore che raggiunge il massimo entro 48 ore sono normali, e si gestiscono con impacchi freddi e con i farmaci indicati dal dentista. Per qualche giorno si preferiscono cibi morbidi e tiepidi, come yogurt, purè, minestre e pasta ben cotta, masticando dal lato opposto. Fumo, alcol e sciacqui energici vanno evitati, e la zona va pulita con delicatezza seguendo le indicazioni ricevute.

Superata la fase iniziale, l’attenzione si sposta sul lungo periodo. Molti pazienti chiedono quanto dura un impianto dentale: se è ben eseguito e curato, può durare oltre vent’anni e, in molti casi, per tutta la vita. La sua durata dipende da alcuni fattori precisi:

  • un’igiene orale quotidiana accurata;
  • i controlli periodici dallo Studio, che permettono di intercettare per tempo eventuali infiammazioni;
  • l’assenza di fumo;
  • la gestione del bruxismo, cioè l’abitudine di digrignare i denti;
  • un buon controllo di malattie come il diabete.

Con gli impianti dentali negli anziani, la pulizia va resa il più semplice possibile. Lo spazzolino elettrico con testina morbida, gli scovolini per gli spazi tra i denti e l’idropulsore possono aiutare molto, soprattutto se le mani non sono più agilissime. Durante le sedute di igiene professionale, l’igienista mostra al paziente, e se serve anche al familiare che lo assiste, come pulire bene ogni zona.

Ci sono infine alcuni comportamenti da evitare con decisione. Non usare stuzzicadenti metallici o oggetti appuntiti intorno agli impianti, non ricorrere a rimedi casalinghi se la gengiva si arrossa e non prendere antibiotici di propria iniziativa. Se un impianto si muove, fa male o la gengiva sanguina, la cosa giusta è contattare lo Studio: Beldent Studio Odontoiatrico gestisce le urgenze in tempi rapidi.

Quanto costa un impianto dentale per una persona anziana

È naturale chiedersi quanto costa un impianto dentale, soprattutto quando si è in pensione e si deve pianificare con attenzione. Non esiste però una cifra uguale per tutti: il costo dipende da molti fattori e può variare da paziente a paziente in base alla situazione singola.

Gli elementi che incidono di più sono:

  • il numero di impianti necessari: sostituire un solo dente è diverso dal riabilitare un’intera arcata;
  • gli eventuali interventi di preparazione, come la rigenerazione ossea o il rialzo del seno mascellare, piuttosto frequenti quando si programmano impianti dentali negli anziani dopo molti anni di dentiera;
  • il tipo di protesi finale: una corona singola, un ponte, una protesi fissa su barra o una protesi mobile agganciata agli impianti;
  • le tecnologie impiegate, come la TAC 3D, la chirurgia computer guidata e i modellini stereolitografici;
  • l’eventuale sedazione;
  • l’esperienza e la composizione del team clinico.

Molte persone chiedono anche se l’impianto si può fare “con la mutua”. In generale l’implantologia non rientra tra le prestazioni ordinariamente fornite dal Servizio Sanitario Nazionale, salvo situazioni particolari previste dalle singole Regioni. Per questo è utile informarsi presso la propria ASL.

Anche per gli impianti dentali negli anziani, infine, il valore di un trattamento non si misura solo al momento dell’intervento: una protesi ben progettata, controllata nel tempo e semplice da pulire aiuta a evitare rifacimenti, complicazioni e nuove spese negli anni successivi.

Un consiglio da dentista: diffida delle proposte che promettono impianti in pochi giorni senza una valutazione approfondita, magari lontano da casa. Per un paziente anziano, la possibilità di essere seguito vicino a casa, con controlli regolari e un riferimento sicuro in caso di necessità, è parte integrante della cura. Durante lo studio del caso, Beldent Studio Odontoiatrico presenta un piano di cura chiaro e personalizzato, insieme alle modalità di pagamento disponibili, lasciando al paziente e alla famiglia il tempo di valutare con serenità.

Impianti dentali negli anziani: cosa ricordare

L’età, da sola, non impedisce di mettere un impianto. Gli impianti dentali negli anziani sono una soluzione valida e diffusa, a patto che partano da una valutazione completa: la storia di salute, i farmaci, la quantità di osso e la capacità di prendersi cura della bocca. Condizioni come osteoporosi, diabete o terapie anticoagulanti non sono quasi mai un ostacolo insormontabile, ma richiedono un confronto attento con il medico curante e nessuna decisione presa da soli.

Quando l’osso è poco, tecniche come la rigenerazione ossea, il rialzo del seno, l’implantologia pterigoidea e la riabilitazione su 4 o 6 impianti permettono di trovare una soluzione in molti casi. La chirurgia computer guidata, la tecnica flapless, la sedazione e il carico immediato rendono l’intervento più semplice da affrontare. E una volta inseriti, gli impianti dentali negli anziani possono durare a lungo grazie a igiene quotidiana e controlli regolari, restituendo stabilità, gusto per il cibo e sostegno al viso.

Se stai valutando questa soluzione per te o per un tuo familiare, il team di Beldent Studio Odontoiatrico ad Alessandria è a disposizione per accompagnarti in un percorso chiaro, spiegandoti ogni passaggio e costruendo insieme a te il piano più adatto alla tua salute e alle tue esigenze.

Condividi l'Articolo!

Leggi gli ultimi articoli

Scopri le nostre news