Denti e microscopio

 

Parafrasando una vecchia pubblicità, potrei iniziare dicendo: scrivete più scuro, leggerete più chiaro.

E’ assodato come una maggior acuità visiva moltiplichi enormemente le possibilità di indagine in campo scientifico. La medicina in particolare si è avvantaggiata di microscopi che, partendo da quello ottico, sono arrivati alla scansione elettronica e persino a sfruttare la luce laser per la lettura delle superfici.

Come è ovvio l’odontoiatria non fa eccezione, anzi essendo una specialità chirurgica necessita assolutamente di mezzi che migliorino la capacità visiva, cioè di mezzi di ingrandimento.

Le ditte produttrici si sono sforzate di commercializzare molti di questi mezzi, che sono a disposizione nelle forme e nei prezzi i più disparati.

Si va dalla personalizzazione di semplici occhiali, all’adozione di lenti calzate sul capo, strumenti condivisi anche con altre professioni,come orafi ed orologiai.

Si passa all’utilizzo di lenti galileiane economiche ma non efficacissime, per arrivare alle lenti prismatiche più costose ma con buona profondità di campo. Montate su un caschetto queste lenti arrivano a circa sei ingrandimenti fornendo una visione decisamente insospettata ed un approccio di certo  più facile alla professione.

Volendo ancora salire negli ingrandimenti è però necessario affrancarsi dalla non perfetta stabilità del capo dell’operatore e si passa quindi ad un vero e proprio microscopio operativo montato su un braccio solidale ad una parete od a un ben stabile basamento sul terreno.

Particolarmente conosciute in questo campo sono le ditte Zeiss e Leica di tradizione non solo odontoiatrica.

Con queste prerogative è possibile arrivare a venti e più ingrandimenti attingendo ad un modo completamente diverso di intendere la professione.

Mentre l’adozione dei caschetti ingranditori è decisamente piacevole per l’operatore, imparare ad usare il microscopio su stativo è nei primi tempi assai impegnativo e può indurre alla rinuncia, decisione facilitata anche dal costo molto alto di questa attrezzatura.

Tuttavia è indubbio che dopo un iniziale sacrificio, sia economico che di adattamento personale, una nuova luce si accenda sull’odontoiatria.

E allora non si può lavorare senza microscopio? Il dentista che non lo usa non è degno di questo nome?

Non esageriamo, pur essendo estremamente utile il microscopio si rivela veramente indispensabile solo in alcune circostanze, ma evitiamo di liquidarlo come un di più, come una specie di soprammobile da esibire, è un valore aggiunto alla nostra professione e che valore!!